Qualcuno sogna i colonnelli?

Qualcuno sogna i colonnelli?

Non è tanto questione di sciabole che tintinnano, ma nello sbandamento generale affidarsi all’esercito appare una soluzione discutibile. Il piano simbolico non può essere taciuto. Soprattutto quando Draghi nomina a capo di una struttura in grado di passare sopra le Regioni un generale. Siamo in stato di eccezione pressoché permanente, questo sarebbe il momento di procedere con delicatezza. Non di far sferragliare i cingoli. Nulla contro il generale Figliuolo, almeno per ora. È che, quando ci fosse da obiettare, potrebbe essere troppo tardi.

Draghi ha esibito, finora, due tratti importanti nella sua azione di governo. Una certa disinvoltura nei rapporti con la democrazia, a partire dalle nomine nel governo. E una fiera resistenza all’idea di spiegare le proprie mosse al volgo. Ecco, la combinazione di questi tratti con lo stato di emergenza e la nomina di un militare non è proprio il massimo. E qualcuno lo deve dire. E non sarà certo la Meloni a farlo. Il Fatto titola con uno sbarazzino “Sturmtruppen”. Purtroppo, ahimè, non c’è proprio nulla da ridere.

L’operazione vaccinale è vissuta con insofferenza da una parte crescente della popolazione. È inutile nascondercelo. Farselo inoculare da un militare con dietro l’esercito è proprio quello che serve per rompere l’ultimo tenue legame di fiducia con la gente. E se la logistica è importante, la domanda è: era proprio l’unico su piazza? Il migliore in assoluto? Dopo le primule non fatico a pensare possa essere meglio di Arcuri, ma di civile non ci era rimasto nessuno? Sono domande scomode, ma qualcuno, in questo benedetto paese, deve pur farle.

64 risposte a “Qualcuno sogna i colonnelli?”

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