L’inquisizione sanitaria sta tornando. L’Angolo di Sasha.

L’inquisizione sanitaria sta tornando. L’Angolo di Sasha.

Questa estate volevo accompagnare la mia padrona. Dobbiamo fare un tour di interviste e lei senza di me perde creatività, lo so io e lo dovrà ammettere anche lei prima o poi. Purtroppo non sarà possibile. Per farmi salire in aereo vogliono farmi 6 vaccini. SEI. Io non ho nulla in contrario alle cose utili. Ma vivo in un appartamento. La cosa più pericolosa che può succedermi è che mi annoi. A cosa diamine servono SEI vaccini?

A separare chi aderisce alla dittatura sanitaria da chi pensa ancora con la propria testa. Guardate la comunicazione che sta dietro il Green Pass. La pandemia ormai colpisce solo i non vaccinati (non è vero, ma della Verità importa mai qualcosa a qualcuno da quelle parti?), quindi è colpa di chi dubita dei vaccini se ci sono i morti. E siccome non si possono far tacere milioni di persone libere la cosa più semplice è obbligare chi dà loro spazio a non farlo più.

L’apartheid sanitaria, però, è più difficile da silenziare oggi rispetto a prima. Si discute di cosa fare con la nostra libertà, non di cure o argomenti scientifici. Non dovrebbe, quindi, esserci un Verbo Unico. No? Sbagliato. C’è. E per imporlo la strategia è una. Obiettivo: silenziare. E siccome un po’ abbiamo capito come funzionano le cose, dopo l’esperimento Indiano (2 milioni di account Whatsapp chiusi) gli altri social non potranno sfigurare e dovranno colpire (più) duro anche loro. E questo, oggi è un problema enorme. Perché si parte dalle posizioni più estreme per arrivare a chi si limita ad informare. Come noi.

Le centomila persone in strada in Francia non sono apparse dal nulla. Chi organizza queste meritorie iniziative ha bisogno di canali di comunicazione. E i padroni universali lo sanno bene. Dopo aver distrutto la comunicazione tradizionale, di persona, adesso possono metterti in galera senza processo o bisogno di un carcere. O in quarantena, per restare in tema. Basta che ti taglino fuori dal flusso. Delle informazioni, innanzitutto. Perché se non sai che c’è qualcun altro come te che protesta le forze vengono meno.

E quindi, come riflesso pavloviano, lo sguardo dell’inquisitore si è rivolto verso di noi. Lo sentiamo. Sono in agguato dietro ogni ombra, dietro ogni non mi piace ai nostri TG, dietro ogni commento negativo. Siamo i primi della lista. Siamo tra i pochi che li combattono ancora dove loro fa più male, nei grandi canali di comunicazione. E ci vogliono domi, come alcuni, in fuga come tutti gli altri. O, in alternativa, morti. I morti non protestano, non parlano e non si ribellano.

Ci siamo abituati, sia chiaro. La mia padrona non si piegherà, non fuggirà e non si farà fermare nemmeno dal lungo silenzio delle vittime degli strike. Però deve essere chiaro cosa sta succedendo. Meno ne sanno, più sono duri con chi fa domande. Meno capiscono più colpiscono chi lo fa notare. In sostanza, più sono incompetenti più sono pericolosi. E questa gente, oltre che incompetente e venduta, è anche disperata. Il che, da un certo punto di vista molto felino, significa che il nostro lavoro sta funzionando. Il che è una soddisfazione, nuvole o meno all’orizzonte…

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