È il mercato a decidere

 

Mai come oggi la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero sono state così a rischio. Inutile negare che siamo in un momento di straordinaria transizione a livello globale. E qualcosa è cambiato anche per tutti i giornalisti, di tutto il mondo, che erano abituati da sempre al “monopolio” dell’informazione, inteso come l’esclusiva di poter parlare da uno a tanti. Oggi questa esclusiva non l’abbiamo più. Per tornare a essere autorevoli occorre cambiare molte cose del vecchio mestiere. Prima di tutto imparando a cercare la verità, noi stessi, in un mondo in cui la verità è diventata merce rara. Il giornalista ha infatti un dovere: informare correttamente i cittadini. Nel grande mare della Rete è vero che esistono molte isole dove è ancora possibile usare le principali norme del giornalismo. Ma la sua autonomia, oltre che minacciata dal proprietario del mezzo, è ora sottoposta alle leggi degli algoritmi, a tecniche comunicative, a un mare di comunicazioni solo apparentemente informative ma in realtà di carattere commerciale, pubblicitario, manipolatorio. È il Mercato, la sua forma, le sue esigenze, che decide.

 

 

 

 

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