L’Iran si difende dalla “Troika del Male”

L'Iran si difende dalla "Troika del Male"

Le riserve di uranio arricchito dell’Iran hanno superato il limite di 300 kg stabilito nell’accordo sul nucleare del 2015. Dopo l’annuncio di ieri, 1 luglio, da parte del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, in queste ore arriva la conferma dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Il prossimo passo sarà quello di aumentare il grado di arricchimento dell’uranio (fino al 20%) e la soglia di acqua pesante (che potrebbe arrivare a 13 tonnellate), avverte Teheran, che potrebbe così aprire la strada allo sviluppo di armi nucleari. Leggi tutto “L’Iran si difende dalla “Troika del Male””

Dove sta andando l’Etiopia?

Dove sta andando l'Etiopia?

Sei morti eccellenti, tra cui il generale che si ritiene a capo dell’operazione, Asamnew Tsige. È l’unica certezza che resta del fallito colpo di stato in Etiopia, avvenuto nella notte tra sabato 22 e domenica 23 giugno.

Le dinamiche, al contrario, non sono ancora del tutto chiare, come non è agevolmente identificabile la portata degli avvenimenti, ridimensionati dal governo in carica a “golpe regionale”. Leggi tutto “Dove sta andando l’Etiopia?”

Stefano Sylos Labini: “L’Italia stretta dai vincoli europei”

Stefano Sylos Labini

“In questo momento una procedura per debito è giustificata”. La lettera inviata a Bruxelles dal presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, non basta a smuovere le convinzioni del commissario agli Affari economici dell’Ue, Pierre Moscovici. Secca la risposta del premier: “Quello che è scritto nella lettera non vuole dire che non rispettiamo i vincoli attuali, ma il nostro candidato ideale alla presidenza della Commissione Ue è quello che si predispone a cambiare le regole europee.” E sottolinea: “Se siamo in un sistema integrato dobbiamo competere con le sfide globali ma all’interno dell’Ue le regole devono essere uguali per tutti. Io voglio competere, ma a parità di armi.” Leggi tutto “Stefano Sylos Labini: “L’Italia stretta dai vincoli europei””

“L’Italia non è la Cenerentola d’Europa”. Intervista all’on. Pino Cabras

Le elezioni europee sono oramai concluse e i giochi sono quasi fatti. Il 2 luglio a Strasburgo si terrà la prima plenaria del nuovo Parlamento e gli eurodeputati stanno ufficializzando le affiliazioni ai gruppi parlamentari europei.

Per formare un gruppo sono necessari venticinque membri che rappresentino almeno un quarto degli Stati membri dell’Ue. Tradotto: servono alleati provenienti da almeno sette Paesi europei. I parlamentari che non riescono a formare un gruppo, per quanto numerosi, vengono definiti ‘membri non iscritti’. Il che, nei fatti, si traduce in nessuna, o quasi, possibilità d’incidere nell’agenda europea. Leggi tutto ““L’Italia non è la Cenerentola d’Europa”. Intervista all’on. Pino Cabras”

COME LA SICILIA È DIVENTATA IN SILENZIO LA BASE DA DOVE PARTONO I BOMBARDAMENTI DEI DRONI USA

Il governo tedesco dovrà intervenire a garanzia che gli Stati Uniti rispettino il diritto internazionale nell’utilizzo della base aerea di Ramstein. La storica decisione è stata presa lo scorso 19 marzo dal tribunale amministrativo superiore del Nordrhein-Westfalen (Renania settentrionale-Vestfalia), a Münster.

Il 29 agosto del 2012, tre civili yemeniti, membri della famiglia bin Ali Jaber, sono stati uccisi in un raid condotto da droni. Nell’ottobre 2014, sostenuti dal Centro europeo per i diritti costituzionali e i diritti umani (Ecchr), Faisal bin Ali Jaber e altri due membri della sua famiglia hanno intentato un’azione legale contro l’esecutivo tedesco, accusandolo di sostenere il programma statunitense di attacchi con i droni, e le violazioni dei diritti umani che ne deriverebbero, in nome della lotta al terrorismo. Anche se i tempi per ottenere giustizia potrebbero essere ancora lunghi, Faisal, Ahmed Saeed e Khaled Mohmed bin Ali Jaber hanno già raggiunto un traguardo fondamentale: per la prima volta, vittime di attacchi con droni sono state ascoltate da un tribunale in Germania, contribuendo così al dibattito politico sui limiti della guerra contro il terrorismo. Leggi tutto “COME LA SICILIA È DIVENTATA IN SILENZIO LA BASE DA DOVE PARTONO I BOMBARDAMENTI DEI DRONI USA”

FACEBOOK BLOCCA CORREA E TUTELA I CONTI OFFSHORE DI MORENO

FACEBOOK BLOCCA CORREA E TUTELA I CONTI OFFSHORE DI MORENO

Facebook ha chiuso la pagina ufficiale di Rafael Correa, seguita da 1,5 milioni di persone, l’11 aprile, proprio nelle stesse ore in cui Scotland Yard procedeva all’arresto di Julian Assange.

Motivazione ufficiale: tutela della privacy e della riservatezza delle persone. L’ex Presidente dell’Ecuador ha condiviso sul social media più famoso al mondo, insieme a migliaia di suoi concittadini, il conto offshore presumibilmente usato da Lenin Moreno. Il 25 marzo scorso Wikileaks aveva pubblicato gli INA PAPERS, documenti da cui emergerebbe il ricorso di Moreno e della sua famiglia a paradisi fiscali. Secondo Wikileaks, la consegna di Assange alle autorità britanniche sarebbe servita proprio a deviare l’attenzione dallo scandalo di corruzione che ha coinvolto Moreno. Sul caso Ina Papers è stata aperta il 30 marzo dalla procuratrice generale Ruth Palacios un’indagine preliminare che ruota attorno alla costituzione in Belize, nel 2012, da parte del fratello dell’attuale presidente, Edwin Moreno Garcés, di un’impresa offshore denominata Ina Investment corporation dalle ultime tre lettere dei nomi delle tre figlie di Lenín Moreno: Irina, Cristina e Karina. L’impresa avrebbe poi aperto un conto segreto a Panama per l’acquisto di beni di lusso da parte di Moreno, sua moglie Rocío Gonzáles e le figlie, dalle Ferrari ai gioielli fino ad alcuni immobili, tra cui un appartamento di 140 metri quadrati ad Alicante, in Spagna. Facebook da che parte stai?

SARA’ QUESTO IL “MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI”?

MEDICO-ROBOT IL "MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI"?

“Che cos’è la scimmia per l’uomo? Qualcosa che fa ridere, oppure suscita un doloroso senso di vergogna. La stessa cosa sarà quindi l’uomo per il Superuomo: un motivo di riso o di dolorosa vergogna.” Friedrich Nietzsche in ‘Così parlò Zaratustra’ descrisse già nel lontano 1883 come il progresso tecnologico avrebbe potuto trasformare l’umanità.
Forse presagio, oppure fato, pochi giorni fa, marzo 2019, in una desolata stanza d’ospedale, l’essere umano è forse già divenuto l’ultimo uomo all’interno di un nuovo modello antropologico i cui meccanismi sono ancora ai più sconosciuti.
A Fremont, in California, presso il Kaiser Permanent Medical Center, un paziente ha saputo che sarebbe morto a breve da un robot che lo ha messo in collegamento Skype con un medico.
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GRECIA, DOVE FINISCE L’EUROPA

GRECIA LA FINE DELL'EUROPA

https://thevision.com/attualita/europa-grecia-pignoramento/ Diritti riservati

Formalmente Atene è uscita dal programma di assistenza finanziaria dell’Unione europea il 20 agosto dello scorso anno, ma i 4,8 miliardi che la Grecia dovrebbe ricevere da qui al 2022 sono ancora fermi a Bruxelles. Per averli, Atene deve concludere il programma di riforme deciso dall’Ue.

Poco importa che, delle 16 misure pattuite con la Grecia, ben 13 siano già state approvate. Il 12 marzo scorso, l’Eurogruppo – composto dai ministri delle Finanze dei 19 Stati membri dell’Eurozona – ha rinviato al 5 aprile la decisione sull’erogazione della prima tranche dei profitti della Bce e delle banche centrali sui bond greci, che avevano promesso di ripagare in tranches semestrali. Un miliardo di euro sarebbe stato sbloccato per revisione della legge Katseli, che, impedendo i pignoramenti delle prime case, fu giudicata nel 2015 troppo generosa verso i cittadini inadempienti che non riuscivano più a pagare i mutui. Secondo le ultime stime, la legge Katseli ha salvato dal pignoramento dell’abitazione principale circa 135mila famiglie, sulle quali graverebbero 17 miliardi di debiti con le banche, che hanno chiesto l’abolizione della misura straordinaria anche con l’appoggio del Fmi. Lo stesso Fmi che ha da poco avvertito la Grecia dei rischi che corre il suo sistema creditizio.  Leggi tutto “GRECIA, DOVE FINISCE L’EUROPA”

Taglio alle pensioni d’oro: i retroscena di una riforma arbitraria e punitiva

https://revoluzione.unoeditori.com/taglio-alle-pensioni-doro-i-retroscena-di-una-riforma-arbitraria-e-punitiva/?fbclid=IwAR3l_zqOGS0OZQLIt3ItSjhlWOH6oqj1f5IuLFlizocE1iie1IxbR962M04

Il taglio alle cosiddette pensioni d’oro, o per dirla con Luigi Di Maio “di platino”, è pronto.

L’operazione, dapprima annunciata dal M5S in campagna elettorale e successivamente inclusa nel contratto di governo, scatterà a partire dal mese di giugno.

La lima dello Stato assottiglierà i trattamenti pensionistici superiori ai 100 mila euro lordi con un meccanismo basato su 5 aliquote (dal 15 al 40 per cento) destinato a produrre i suoi effetti in 5 anni. I tagli più frequenti toccheranno le pensioni annue lorde comprese tra i 120 e i 140 mila euro, già ridotte da un’Irpef al 43%. Leggi tutto “Taglio alle pensioni d’oro: i retroscena di una riforma arbitraria e punitiva”

A CHI SERVE ORA LA NUOVA NATO ARABA?

NUOVA NATO ARABA

“L’Iran è la principale minaccia in Medio Oriente e affrontare la Repubblica islamica è la chiave per arrivare alla pace nell’intera regione”. Mentre il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, pronunciava queste parole in Polonia, nelle stesse ore, il 13 febbraio scorso, l’Iran veniva colpito da un attentato kamikaze: 42 i pasdaran morti nella provincia sud-orientale del Sistan e Balucistan. La rivendicazione è arrivata dal gruppo jihadista sunnita Jaish al-Adl che ha deciso di colpire mentre il paese celebrava il 40esimo dalla Rivoluzione islamica. Nel silenzio quasi totale dei media nostrani. “Non è una coincidenza che l’Iran venga colpito dal terrore nel giorno in cui inizia il circo di Varsavia – ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif – soprattutto quando sostenitori degli stessi terroristi applaudono dalle strade di Varsavia.” A Zarif non dev’essere sfuggita la presenza dell’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, alle proteste dei Mojahedin-e Khalq lungo le vie della capitale polacca, mentre si svolgeva la “Conferenza per la stabilizzazione del Medio Oriente”, voluta e organizzata dagli Stati Uniti. Scopo dichiarato: creare un fronte unito contro l’Iran. Leggi tutto “A CHI SERVE ORA LA NUOVA NATO ARABA?”