Sette giorni all’apocalisse. L’angolo di Sasha.

Sette giorni all’apocalisse. L’angolo di Sasha.

Mancano sette albe al momento in cui rischio di essere buttata fuori di casa. Sì, beh quasi. Diciamo che questa cosa del green pass non si sa come funzioni per noi, ma siccome la mia casetta è all’interno dell’azienda, abbiamo il forte dubbio che dovremo passare l’inverno in sacco a pelo. Tanto hanno già minacciato di girare armati di siringa casa per casa dei r-esistenti, figuratevi se si fanno problemi a buttare una povera gatta di ottimi costumi e infinito gusto a vivere tra l’immondizia.

Mancano sette giorni a quando milioni di padri di famiglia resteranno senza stipendio. E mancano sette giorni a migliaia di imprese costrette a chiudere o a sfidare multe e carcere. Insomma, mancano sette giorni all’alba della nuova era, quella post Grande Reset. Quelli che non ha ucciso la vigilie attesa, verranno presi per fame. L’Italia, come tutti sapete, è il laboratorio in cui si sperimenta sugli esseri viventi questa infame misura estorsiva che obbliga a marchiarsi per poter lavorare. Perché l’unica alternativa, come prevista dal sistema, è pagare 30 o 45 euro alla settimana per non perdere il lavoro. Questo significa quasi un terzo dello stipendio medio in meno per restare liberi. E molti, semplicemente, non se lo possono permettere.

Mancano sette notti all’alba della battaglia. E noi a che punto siamo? Il fronte è unito, ma le idee sono molte. La nostra è la R-esistenza. Se loro vogliono il Grande Reset, noi vogliamo R-esistere. Cambiare completamente il mondo che ha consentito questo abominio verde staccandoci e protestando radicalmente. Il ricatto del lavoro esiste perché dipendiamo dalla società dei Padroni Universali, dove ogni cosa ha un marchio e ogni marchio corrisponde a un prezzo. Le loro scuole insegnano la sottomissione, le loro leggi calpestano il diritto naturale e la loro giustizia si chiama massacro. Noi siamo il piccolo resto, una comunità multiforme, perseguitata e additata come il nemico.

Abbiamo però la rete dove organizzarci e le strade dove trovarci. Come successo con il Sindaco Szumski, vedremo fiorire i gazebo in tutta Italia, quelli di chi rifiuta di entrare dove i suoi fratelli non sono ammessi. Andiamoci. Ci sono centinaia di medici che sono disposti a rischiare lavoro e libertà per aiutarci. Li stiamo mappando e presto potremo aiutare chi di voi ne ha bisogno. Idem per gli avvocati e i commercialisti. Stesso discorso per le scuole parentali e ogni altro atto di ribellione vera, profonda e duratura a questa società. Perché il marchio verde è un punto di arrivo. Qualcuno vuole che spostino il traguardo più avanti, noi vogliamo che questa maledetta corsa finisca. E deve finire perché corriamo verso il baratro. Ecco perché il 15 ottobre è uno spartiacque.