L’apartheid dei bambini. L’angolo di Sasha.

L’apartheid dei bambini. L’angolo di Sasha.

Gatti e bambini hanno un rapporto complesso. Però noi gatti abbiamo un codice d’onore felino. E nessuno deve restare fuori dalle nostre case. Alla peggio, se abbiamo davvero molta paura, ci nascondiamo noi. È semplice, no? Se hai paura ti metti in un angolo e fai passare chi non ne ha. Credevo fosse così chiaro da non doverlo spiegare. Eppure alcuni umani non paiono capirlo, mi dice la mia padrona. Addirittura, nel primo giorno di scuola, che le voci dall’interno dell’elettrodomestico chiamato TV hanno descritto come “sereno”, qualche insegnante è stato allontanato dalla scuola perchè il suo Green Pass aveva un marchio che segnalava il superamento delle 48 ore fatidiche di validità. Ha subito così gli effetti del semaforo rosso di un’app che ora gestisce l’andamento scolastico, non più basato sull’apprendimento ma sulla sicurezza.

A me sembra follia.
Ricordo che in passato quando partiva l’influenza, chi tra gli studenti andava a scuola con la febbre passava da eroe, e nessuno ti misurava la temperatura puntandoti una simil pistola all’ingresso di scuola. A volte c’erano intere classi semi deserte, ma nessuno veniva lasciato fuori. Non si vedevano mascherine, plexiglass, banchi con le rotelle (quelli non si vedono neppure ora, per la verità). Si faceva entrare tutti. Pensate, sembra una vita fa, qualcuno lottava contro la dispersione scolastica. Cioè, sembra assurdo oggi, se con le scuole aperte a tutti qualcuno non si presentava lo si andava a cercare. Senza mascherina che disturba i baffi.

Oggi è cambiato tutto e i peggiori incubi sono diventati realtà. Se il genitore fa una scelta che allo Stato non piace, non entra a scuola. Vi pare possibile? È l’incubo peggiore generato da Pinocchio. Non c’è Lucignolo a portarti lontano dalla retta via. Niente affatto. C’è direttamente Mangiafuoco sulla soglia. E ti cattura a prescindere che tu sia un ragazzo studioso, un piccolo monello o un autentico ribelle. Basta solo essere figlio di una famiglia che ha fatto una scelta consapevole e che sulla tua vita o su quella dei tuoi compagni, dati alla mano, non influirà minimamente. Quello che, invece, di certo influirà sarà vedere il tuo insegnante trascinato via dalla classe, tagliandoti fuori dalla conoscenza e dalla libertà.

Ciò che è peggio è che l’anno scorso le scuole erano ricominciate in presenza. E non è morto nessuno.

Sono state chiuse per lo stesso motivo che porta all’apartheid sanitaria: la paura come metodo e filosofia di vita. E questo è ciò che, molto di più un virus, segnerà la vita di una generazione. E’ la pietra fondante di una generazione di delatori, discriminatori e odiatori per legge. Il contrario di come vorremmo i bambini. E allora, che fare, mi chiedo anche io, da gatta? Sento parlare di scuole parentali e staccate da questo circuito non più virtuoso. Conosciamole, usiamole, entriamoci dentro.
Oppure arriverà il momento che saranno i bambini a essere
lasciati fuori dalle scuole, con i nasini schiacciati contro le finestre a guardare i loro compagni che possono imparare, è così che voi umani volete trasformare questa società, abituati come siete a identificare dei nemici.

Non per niente, ma dal mio punto di vista felino dovreste prendere esempio da chi non si è mai piegato né ai diktat né agli interessi. Se vi guardate intorno con attenzione persone del genere ce ne sono sono, mica dovrò indicarvele io, che sono solo una gatta…