A CHI SERVE ORA LA NUOVA NATO ARABA?

NUOVA NATO ARABA

“L’Iran è la principale minaccia in Medio Oriente e affrontare la Repubblica islamica è la chiave per arrivare alla pace nell’intera regione”. Mentre il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, pronunciava queste parole in Polonia, nelle stesse ore, il 13 febbraio scorso, l’Iran veniva colpito da un attentato kamikaze: 42 i pasdaran morti nella provincia sud-orientale del Sistan e Balucistan. La rivendicazione è arrivata dal gruppo jihadista sunnita Jaish al-Adl che ha deciso di colpire mentre il paese celebrava il 40esimo dalla Rivoluzione islamica. Nel silenzio quasi totale dei media nostrani. “Non è una coincidenza che l’Iran venga colpito dal terrore nel giorno in cui inizia il circo di Varsavia – ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif – soprattutto quando sostenitori degli stessi terroristi applaudono dalle strade di Varsavia.” A Zarif non dev’essere sfuggita la presenza dell’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, alle proteste dei Mojahedin-e Khalq lungo le vie della capitale polacca, mentre si svolgeva la “Conferenza per la stabilizzazione del Medio Oriente”, voluta e organizzata dagli Stati Uniti. Scopo dichiarato: creare un fronte unito contro l’Iran. Leggi tutto “A CHI SERVE ORA LA NUOVA NATO ARABA?”

LOADING… OBIETTIVO IRAN 

OBIETTIVO IRAN

Dopo che l’Albania, il 19 dicembre scorso, ha espulso due diplomatici iraniani, l’ambasciatore Gholamhossein Mohammadnia e il funzionario Mostafa Roudakì, l’Unione europea l’8 gennaio ha esteso le sanzioni già precedentemente adottate contro Teheran e approvato all’unanimità l’inclusione dell’intero l’organigramma del ministero dell’Intelligence e della sicurezza iraniano nell’elenco dei terroristi. La decisione, che blocca i beni finanziari dell’unità del ministero iraniano e di due suoi funzionari, il viceministro e direttore generale dell’intelligence di Teheran, Saeid Hashemi Moghadam, e Assadollah Asadi, diplomatico residente a Vienna, giunge dopo le pressioni ricevute da parte dei governi di Copenhagen e di Parigi. Quest’ultimo aveva già congelato il 2 ottobre scorso i beni dei due funzionari iraniani Asadi e Moghadam, accusati di avere organizzato un attentato sventato lo scorso 30 giugno ai danni di una manifestazione dei Muhjaheddin del popolo (MEK) a Villepinte, a nord di Parigi. Da parte sua, Teheran ha smentito qualsiasi coinvolgimento e ha sostenuto trattarsi di una mossa del MEK, con l’aiuto dei servizi segreti israeliani, al solo fine di mettere in difficoltà la visita in Europa del presidente iraniano, Hassan Rohani.

A questo punto, è bene ricordare che i meeting propagandistici annuali del MEK, ai quali ha partecipato anche l’ex rappresentante USA alle Nazioni Unite e attuale consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, si tengono tutt’ora a Villepinte, mentre la base militare del MEK dal 2013 è stata trasferita, dall’aviazione degli Stati Uniti, dall’Iraq all’Albania, dove società israeliane hanno costruito una piccola cittadina in quel di Manza, come puntualizza Thierry Meyssan. E proprio in Albania la leader dei Mujaheddin e-Khalq, Maryam Rajavi, il 23 giugno 2014, davanti a 8mila membri della setta e 600 personalità occidentali, si rallegrò della riconquista dell’Iraq da parte di Daesh.  Leggi tutto “LOADING… OBIETTIVO IRAN “

La ‘Grande Albania’, un rifugio sicuro per il jihadismo internazionale

La ‘Grande Albania’, un rifugio sicuro per il jihadismo internazionale

Il governo albanese ha espulso due diplomatici iraniani, l’ambasciatore Gholamhossein Mohammadnia e Mohammed Roodaki, funzionario presso l’ambasciata a Tirana, accusati di essere membri sotto copertura dell’intelligence iraniana. Secondo quanto riferisce il quotidiano The Independent, i due sarebbero stati parte di una cellula il cui compito era di organizzare “un complotto per colpire l’opposizione iraniana rifugiatasi in Albania”. La mossa sarebbe stata messa in atto in seguito a colloqui con Paesi “interessati”, tra cui Israele e Stati Uniti. Non a caso l’amministrazione di Washington si è immediatamente congratulata con l’esecutivo albanese per il provvedimento intrapreso.

La notizia diffusa dall’Independentha però sollevato l’attenzione su uno scenario fino ad ora poco studiato e rimasto comunque fuori dal raggio di attenzione internazionale. Scenario in cui gli Stati Uniti hanno affidato all’Albania un ruolo centrale, e il cui fine (uno dei fini) appare quello di incrementare la destabilizzazione dell’intera area balcanica.  

Protagonista di tutta l’operazione è l’organizzazione islamica cosiddetta dei Mujaheddin e-Khalq (Mujaheddin del Popolo, MEK) che dispone ora di una grande base in territorio albanese. L’arrivo in Albania del comando del MEK è preceduto da una storia oltremodo lunga e tortuosa che merita di essere raccontata in dettaglio. 

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Le prime voci contro le ingerenze sioniste 

Con un colpo di spugna, negli Stati Uniti il senatore repubblicano Rand Paul ha posto un “blocco” all’iter legislativo dello “United States – Israel Security Assistance Authorization Act”, legge che autorizzerebbe il più gigantesco finanziamento di uno stato estero, letteralmente a fondo perduto, che gli Stati Uniti abbiano mai elargito in tutta la loro storia, un “prestito” di 38 miliardi di dollari, con buona pace del contribuente americano. [http://sakeritalia.it/america-del-nord/il-congresso-usa-nelle-mani-disraele/] Immediatamente l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) ha attivato una massiccia campagna di denigrazione contro il senatore Paul, anche via Facebook. In aiuto all’AIPAC è arrivato il gruppo Christians United for Israel (CUFI), che, per esercitare una forte pressione sul senatore repubblicano, ha organizzato un’operazione di mail bombing indirizzata all’ufficio del politico e, allo stesso tempo, ha pesantemente investito in pubblicità diretta verso gli elettori di Paul nel Kentucky.  Leggi tutto “Le prime voci contro le ingerenze sioniste “

FACEBOOK BLOCCA CORREA E TUTELA I CONTI OFFSHORE DI MORENO

FACEBOOK BLOCCA CORREA E TUTELA I CONTI OFFSHORE DI MORENO

Facebook ha chiuso la pagina ufficiale di Rafael Correa, seguita da 1,5 milioni di persone, l’11 aprile, proprio nelle stesse ore in cui Scotland Yard procedeva all’arresto di Julian Assange.

Motivazione ufficiale: tutela della privacy e della riservatezza delle persone. L’ex Presidente dell’Ecuador ha condiviso sul social media più famoso al mondo, insieme a migliaia di suoi concittadini, il conto offshore presumibilmente usato da Lenin Moreno. Il 25 marzo scorso Wikileaks aveva pubblicato gli INA PAPERS, documenti da cui emergerebbe il ricorso di Moreno e della sua famiglia a paradisi fiscali. Secondo Wikileaks, la consegna di Assange alle autorità britanniche sarebbe servita proprio a deviare l’attenzione dallo scandalo di corruzione che ha coinvolto Moreno. Sul caso Ina Papers è stata aperta il 30 marzo dalla procuratrice generale Ruth Palacios un’indagine preliminare che ruota attorno alla costituzione in Belize, nel 2012, da parte del fratello dell’attuale presidente, Edwin Moreno Garcés, di un’impresa offshore denominata Ina Investment corporation dalle ultime tre lettere dei nomi delle tre figlie di Lenín Moreno: Irina, Cristina e Karina. L’impresa avrebbe poi aperto un conto segreto a Panama per l’acquisto di beni di lusso da parte di Moreno, sua moglie Rocío Gonzáles e le figlie, dalle Ferrari ai gioielli fino ad alcuni immobili, tra cui un appartamento di 140 metri quadrati ad Alicante, in Spagna. Facebook da che parte stai?

SARA’ QUESTO IL “MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI”?

MEDICO-ROBOT IL "MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI"?

“Che cos’è la scimmia per l’uomo? Qualcosa che fa ridere, oppure suscita un doloroso senso di vergogna. La stessa cosa sarà quindi l’uomo per il Superuomo: un motivo di riso o di dolorosa vergogna.” Friedrich Nietzsche in ‘Così parlò Zaratustra’ descrisse già nel lontano 1883 come il progresso tecnologico avrebbe potuto trasformare l’umanità.
Forse presagio, oppure fato, pochi giorni fa, marzo 2019, in una desolata stanza d’ospedale, l’essere umano è forse già divenuto l’ultimo uomo all’interno di un nuovo modello antropologico i cui meccanismi sono ancora ai più sconosciuti.
A Fremont, in California, presso il Kaiser Permanent Medical Center, un paziente ha saputo che sarebbe morto a breve da un robot che lo ha messo in collegamento Skype con un medico.
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GRECIA, DOVE FINISCE L’EUROPA

GRECIA LA FINE DELL'EUROPA

https://thevision.com/attualita/europa-grecia-pignoramento/ Diritti riservati

Formalmente Atene è uscita dal programma di assistenza finanziaria dell’Unione europea il 20 agosto dello scorso anno, ma i 4,8 miliardi che la Grecia dovrebbe ricevere da qui al 2022 sono ancora fermi a Bruxelles. Per averli, Atene deve concludere il programma di riforme deciso dall’Ue.

Poco importa che, delle 16 misure pattuite con la Grecia, ben 13 siano già state approvate. Il 12 marzo scorso, l’Eurogruppo – composto dai ministri delle Finanze dei 19 Stati membri dell’Eurozona – ha rinviato al 5 aprile la decisione sull’erogazione della prima tranche dei profitti della Bce e delle banche centrali sui bond greci, che avevano promesso di ripagare in tranches semestrali. Un miliardo di euro sarebbe stato sbloccato per revisione della legge Katseli, che, impedendo i pignoramenti delle prime case, fu giudicata nel 2015 troppo generosa verso i cittadini inadempienti che non riuscivano più a pagare i mutui. Secondo le ultime stime, la legge Katseli ha salvato dal pignoramento dell’abitazione principale circa 135mila famiglie, sulle quali graverebbero 17 miliardi di debiti con le banche, che hanno chiesto l’abolizione della misura straordinaria anche con l’appoggio del Fmi. Lo stesso Fmi che ha da poco avvertito la Grecia dei rischi che corre il suo sistema creditizio.  Leggi tutto “GRECIA, DOVE FINISCE L’EUROPA”

Taglio alle pensioni d’oro: i retroscena di una riforma arbitraria e punitiva

https://revoluzione.unoeditori.com/taglio-alle-pensioni-doro-i-retroscena-di-una-riforma-arbitraria-e-punitiva/?fbclid=IwAR3l_zqOGS0OZQLIt3ItSjhlWOH6oqj1f5IuLFlizocE1iie1IxbR962M04

Il taglio alle cosiddette pensioni d’oro, o per dirla con Luigi Di Maio “di platino”, è pronto.

L’operazione, dapprima annunciata dal M5S in campagna elettorale e successivamente inclusa nel contratto di governo, scatterà a partire dal mese di giugno.

La lima dello Stato assottiglierà i trattamenti pensionistici superiori ai 100 mila euro lordi con un meccanismo basato su 5 aliquote (dal 15 al 40 per cento) destinato a produrre i suoi effetti in 5 anni. I tagli più frequenti toccheranno le pensioni annue lorde comprese tra i 120 e i 140 mila euro, già ridotte da un’Irpef al 43%. Leggi tutto “Taglio alle pensioni d’oro: i retroscena di una riforma arbitraria e punitiva”